sabato 22 dicembre 2018

LE MAMME SONO RISORSE. L'ITALIA UN PAESE PER VECCHI.

Avete idea di quanta capacità organizzativa ha una mamma? Voi, datori di lavoro, principalmente Maschi, di mezza età, che vi fate pagare dalla Segretaria anche le bollette di casa?
Avete mai avuto idee davvero innovative e moderne per riuscire a sfruttare questa nostra capacità?

Mentre voi pensate ancora a che giorno è oggi e quale cassetto aprire per trovare calzini puliti (cassetto che è sempre li e da quanti anni usate?), una mamma già dalla sera se non addirittura dal pomeriggio precedente, se non addirittura una settimana prima (si, esiste programmare) ha già preparato per sé e per figli e compagno tutto il necessario. 
Come vestirsi, cosa mangiare, in base a dove si va cosa portare, gli orari in cui muoversi e incastrarsi, in base all'età del cucciolo (quello piccolo) se ci sono attività scolastiche, extra-scolastiche, sport, amici. Siamo una macchina da guerra.

E voi cosa fate? Ci discriminate perché vogliamo essere presenti al vaccino del bambino, quando ha qualche linea di febbre e vuole stare con la mamma, e perché no... anche quando vorremmo farci una manica di fatti nostri ogni tanto! Non va mai bene.
E, giusto per la cronaca, nel mentre che aspettiamo di fare il vaccino abbiamo già organizzato cosa mangiare a cena, a chi far accudire il bambino in caso di catastrofe solare, come riorganizzare l'archivio al lavoro, su che conti amministrativi registrare determinate spese, dove potremmo andare qualche giorno al mare nella prossima estate e anche di che colore vorremmo la nuova parete di casa. Giusto per fare un esempio.

Noi siamo risorse, preziose. La tecnologia e l'innovazione di oggi  ci permette in molti campi di lavorare, redigere, pensare e guadagnare in ogni dove e in ogni momento della giornata. Si chiama essere Smart! Ma Smart veri, non la parola che ogni dirigente inserisce nella descrizione aziendale che fa tanto figo! Oppure perché concedete ai vostri dipendenti di lavorare da casa 4 ore una volta al mese, durante il solstizio di primavera solo se cade in un giorno dispari dell'anno del calendario cinese del maiale.

Forza Gente, facciamo uno sforzo. Usiamo quei pochi neuroni che ci sono ancora concessi. Cerchiamo di fare quel saltino ogni tanto che ci porta fuori dal traffico in tangenziale, dalla presenza fissa sulla scrivania altrimenti sembra che non lavori, senza guardare i risultati portati, che se sono positivi e importanti a te poi, che te frega dove ero io mentre ci arrivavo? Devo portarti 100 a fine mese? Te ne ho portato 105 perché magari ho finito anche due giorni prima? E allora il problema non esiste.

Sapete siamo un po' stufe. E me ne sono davvero resa conto adesso che mamma lo sono anche io, non prima. Perché prima non ci pensi, o meglio lo fai ma sai che sarà una fase che dovrai gestire "dopo". Ecco, per me quel dopo è arrivato. Voglio essere presente nella vita di mia figlia, ma anche realizzarmi, fare un lavoro che mi piace, lavorare capito? Non obbligarmi a un part-time e a metà stipendio, farlo solo se lo decido io. 

L'Italia in queste cose è davvero un paese per vecchi concepito ancora da vecchi. Generalmente maschi. Anche se poi scopri che, in realtà come la mia per esempio, e ve lo dico con tutto il cuore, le donne con le menti piccole piccole sono tante e sono anche peggio. Preferiscono incutere timore che le fa tanto "Regine del Potere".

Ragionate gente! Che il cervello è qualcosa di bellissimo.




lunedì 17 dicembre 2018

IL NOSTRO PRIMO NATALE

Sembra ieri, era Primavera. Mix di paure e alte aspettative, tante cose a cui pensare. Voler cambiare casa prima del tuo arrivo per darci quella pace che ci mancava fin'ora. Saremo capaci di fare tutto? Come funzioni? E dormire? E il latte che non arriva, l'artificiale cosa ti farà mai! Tu già così grande anche se così piccola che capisci che la mamma è sempre più fuori, e infatti la aiuti tantissimo: sei brava, dormi subito, le tiri su il morale fino a che sprigioniamo una forza che nemmeno noi lo sappiamo dove l'abbiamo trovata. Si potrà andare in vacanza? Anche con te così piccola? Ti piacerà il mare? Cosi come piace alla mamma. Tutto passa veloce, il mix di pianti si trasforma in mix di risate. Che bello.

E invece eccoci qui, tra una settimana Natale. E tu con noi. Quasi sette mesi di te, di noi. Tu che vuoi vedere tutte le sere le lucine, tu che vuoi toccare e leccare tutto quello che trovi, tu che sorridi per le stupidate, tu che sbuffi alla chiocciola che fa la musichetta. Tu. Tu che adesso, altro che il latte, meno male che c'è la pappa e ne voglio, che voglio assaggiare tutto quello che c'è sul tavolo, anche se non posso. Tutto è cambiato quest'anno, è innegabile.

E' vero, siamo un casino ora: "sfollati" dalla nonna, senza ancora una casa tutta nostra come ci piace, in mezzo a scatoloni. Ma è il nostro primo Natale insieme, è non c'è niente di più bello. E anche alla nostra maniera lo festeggeremo, insieme. Unica cosa importante. Ti porterò a vedere la casa di Babbo Natale, aspetteremo Gesù Bambino, ti vizierò, ti comprerò tanti regali ecchissenefrega di quello che dicono gli altri. Andremo dalla nonna-bis per il pranzo, e anche con una sola gamba ti accompagnerò, ovunque vorrai.

Ti amo figlia mia, mi dai una forza che nemmeno lo sai. 
Buon Natale, tuo primo Natale, nostro.