domenica 23 settembre 2018

IL MIO SUPER PAPA'

Due giorni fa era il mio anniversario di matrimonio.

Il 21 di Settembre è un giorno speciale per me, è il compleanno di mio papà e avrebbe fatto 68 anni. Mio papà non c'è più: tre anni fa mentre stavamo pranzando per la festa del suo compleanno è svenuto e non si è più risvegliato. Era malato di cuore da qualche anno e stava aspettando un trapianto, un cuore nuovo che purtroppo non è mai arrivato.

Lui era il mio eroe. 

Era una persona espansiva, con mille amici e interessi, conosciuto da tutti in zona. Era sportivo, ha fatto il ciclista per molti anni, e faceva "l'attore" in una compagnia teatrale per beneficenza. Prima di andare in pensione era operaio, di quelli che si sporcano le mani tutti i giorni, in un'azienda alimentare, e difendeva i diritti dei lavoratori del suo reparto e della sua azienda. 

Mi voleva molto bene: seguiva tutte le mie partite di pallavolo, mi accompagnava ovunque. Mi faceva sempre da autista quando si voleva uscire ma non si aveva ancora la patente. Si preoccupava per me quando gli dicevo che uscivo da sola con l'auto e andavo a Milano a trovare le mie amiche e a volte lo trovavo ancora sveglio che mi aspettava anche se avevo più di vent'anni.

Ricordo che spesso ci divertivamo a prendere in giro mia mamma, mentre lavava i piatti le facevamo il solletico e la scherzavamo per la sua mania di pulizia. A volte mi mettevo sui suoi piedi e in cucina ballavamo insieme.
Un anno vincemmo il campionato cadette e lui si presentò con un coppa piena di Nutella con cucchiaini per tutti, che forza!

Sono sicura che Matteo sarà per Adele quello che mio padre fu per me. Purtroppo non lo abbiamo conosciuto come nonno, ma sono sicura che sarebbe stato così orgoglioso di sua figlia e della sua nipotina, con gli occhi lucidi e felici come il mio giorno di laurea.

Mi manchi papà.

venerdì 14 settembre 2018

I NOSTRI PRIMI 3 MESI

Ed eccomi qui, a raccontare i nostri primi 3 mesi di vita insieme.

Le cose ormai sono al loro posto. Tolti i primi giorni davvero stralunati. Adele cresce bene, anche con il latte artificiale. 
Come vi dicevo, l'allattamento non deve diventare una malattia: deve essere un bellissimo momento tra madre e figlio, e non un momento di stress o tortura. Io la penso così, e non giudico le mamme che a tutti i costi vogliono dare il proprio latte, anche andando a spendere un sacco di soldi per consulenti di allattamento o quant'altro. Però, non voglio nemmeno essere giudicata per non avere insistito fino allo sfinimento. Ognuno è libero di scegliere il meglio per sé e il proprio cucciolo.

Ha iniziato a prendere in mano gli oggetti, a vederci bene e a sorridere (e a fare la ruffiana con tutti).  Per non parlare del pollice in bocca! Da qualche giorno riesce anche a prendersi i piedi. Questo periodo è passato velocissimo e l'estate è quasi arrivata alla fine. 

Diciamo che i 2 passi importanti che ricordo di questo periodo sono: la sua prima vaccinazione e la nostra prima vacanza insieme.

Per quanto riguarda la vaccinazione, essendo io a favore dei vaccini abbiamo fatto tutte le prime punturine obbligatorie insieme a quello in gocce del rotavirus. Alle mamme che leggeranno dico che la mia bimba fortunatamente non ha avuto particolari reazioni o febbre nonostante abbia deciso di fare tutto subito in un'unica soluzione, se non un po' di intontimento durante la giornata del vaccino e il giorno successivo. Ma ogni bambino va a sé. Se non siete convinte, parlatene con il vostro pediatra o con il medico presente alla vaccinazione prima della somministrazione.
I vaccini sono importanti, soprattutto per i bambini che sono a contatto con tutto, che vogliono conoscere e che hanno diritto di stare in mezzo agli altri (soprattutto altri bambini) in piena sicurezza e serenità. Non vaccinare vuol dire rischiare anche il ritorno di malattie quasi o del tutto sparite in Occidente: pensate che noi abbiamo il vaccino per il morbillo e non lo vogliamo utilizzare, mentre in paesi come l'Africa dove molti bambini muoiono ancora per questa malattia vorrebbero salvarli attraverso il vaccino ma non hanno i soldi per acquistarlo. Assurdo.

Altro punto importante, le vacanze. Anche su questo argomento ci sono pareri contrastanti: chi dice che troppo piccoli nn va bene e chi li fa viaggiare da subito. Io ho atteso la prima vaccinazione e poi abbiamo trascorso con lei tempo in montagna e al mare. Certo, si é dovuta ambientare almeno un giorno, ma le cose sono andate benissimo. L'aria pulita le ha fatto bene. Al mare soprattutto si é divertita, si é fatta lunghi sonnellini in spiaggia e ha voluto mettere i piedini in acqua. É cresciuta un sacco e il tempo é passato veloce.
Non mi sono per niente pentita di averla portata e, anche se ognuno decide quello che vuole, io consiglio di portarli. Certo, ad alcune condizioni e mettetevi in testa che comandano loro almeno per quanto riguarda le tempistiche. E anche noi mamme, anche se dobbiamo accudirli, possiamo ritagliarci dei piccoli momenti di relax.

venerdì 7 settembre 2018

PRIMI GIORNI A CASA

Ansia, paura, panico, irrazionalità, follia.

Le parole che passano nel mio cervello i giorni seguenti sono queste. Nonostante io riesca a prendermi cura di te: ti cambio, ti faccio mangiare, ti addormento. Ma sembro un robot, non una mamma stanca e contenta. Faccio tutto automaticamente, mi sembra di non provare nessun sentimento positivo e non riesco a gestire qualcosa che non riesco a programmare ma che devo gestire diversamente di volta in volta. 

Piango, ho paura di non ritrovare più me stessa, non mi riconosco. La gravidanza è andata perfettamente e mi sono sentita bene, non ho dato nessun segno di squilibrio quindi adesso non so perchè mi sento in questo modo. Mi dicono tutti che sono gli ormoni, che dopo alcuni giorni passa e poi rientra tutto nella norma.

Ma io non ci credo, ti guardo e penso di essere una pessima madre perchè al posto di provare una enorme gioia per il tuo arrivo, mi sento schiacciata e oppressa. Tu sei bravissima, non ne hai colpa. E infatti io me la prendo con me stessa, con questa nuova mamma che non si sente tale e che ha paura di rimanere in questo stato depressivo per sempre. Mi arrabbio, perchè la mia situazione famigliare è ottima, ho un sacco di persone che mi vogliono bene, che mi aiutano e quindi non dovrei sentirmi così. Ma non ci posso fare niente: ti voglio bene, ma non riesco a dimostrarlo. Sento un forte peso, penso che non avrei dovuto rimanere incinta e che non ero pronta se ora mi comporto così. Navigo su Internet, cerco delle risposte che mi parlano di Depressione Post-Parto: sono terrorizzata, che io soffra di questo?

Allora mi impunto: No Sara non succederà. Anche se all'inizio non ci credevo nemmeno io. Sono stata da una psicologa, che già mi aveva seguito in passato. Il suo parere cambia un po' le cose: il mio cervello smette di viaggiare dove non deve, rimetto la testa sulla terra e inizio a ragionare. Che siano sul serio sta massa di ormoni e lo stress da parto? Ormai è passato più di qualche giorno, non dovevo già essere apposto?

Poi succede che per un'intera giornata piango, piango senza mai fermarmi fino a sera. Non sapevo nemmeno io il vero motivo. Sta di fatto che dopo quella giornata "liberatoria" tutto cambia: finalmente gli ormoni impazziti se ne vanno e io mi sveglio il giorno seguente con un'altra voglia e con altri pensieri, decisamente meno disastrosi e catastrofici. 
Ti sembrerà una cazzata, ma non lo è. A me è successo davvero così! Da quel giorno piano piano ho decisamente iniziato a fare la vera mamma, quindi non solo accudire con pappa e pannolini, ma anche interagire, gioire per i piccoli cambiamenti quotidiani e RIDERE, ridere con mia figlia.

Questa è la mia iniziale storia come mamma, un disastro sembrerebbe e invece da quel giorno ho iniziato davvero ad apprezzare quello che sono: una donna forte. Che adesso deve fare anche la mamma. 

Per qualsiasi riferimento o informazione relative alla Depressione Post Parto potete visitare il sito:
http://www.depressionepostpartum.it


27 MAGGIO 2018

Eccoti, Adele. 3,8 kg di Amore.
Tra le mie braccia dopo ore di travaglio che è meglio non ricordare. Sono intontita, molto stanca e completamente fuori dal mondo. Sei qui appoggiata a me, hai già gli occhi aperti spalancati e quel naso a patatina che non si può dire tu non sia figlia di tuo padre. Matteo è qui al mio fianco, lo è stato per tutte queste ore. Mi gira la testa, mi fa male ogni muscolo del mio corpo e vorrei tanto dormire. Ma a parte questo, è andato tutto bene, noi stiamo bene.

Mi portano in stanza, nel corridoio incontro mia mamma con una faccia da "non dormo da 2 giorni" ma emozionata, gli zii e cugini. Saluto tutti con un sorriso da ebete che fortunatamente nessuno ha immortalato. Tu ci segui, dopo tutti i controlli fatti appena sei nata, e dopo averti sistemato per bene con quella tutina tutta colorata che ti ha regalato la nonna.

Ora se qui, nella culletta di fianco al mio letto. E adesso? Cosa faccio? Come ti prendo in braccio? Come faccio a cambiarti? Se piangi per la fame come ti attacco al seno? Che confusione. Mi sento ancora fuori dal mondo, ma l'istinto di mamma davvero esiste e nonostante la mia inquietudine riesco ad accudirti, non so come ma non ho paura di te. E riesco a capire che nonostante i miei e i tuoi sforzi purtroppo non mangi, che non prendi latte perchè un po' pigra e ti piace utilizzare il mio seno più come ciuccio per cullarti che per nutrirti.

Succede, ripeto SUCCEDE. Non ascoltate quelle persone che dicono che si deve per forza allattare, che è solo il latte materno a essere ok, che tutte le donne devono avere il latte. Cercano di farvi un po' il lavaggio del cervello, e da un certo punto di vista è anche corretto perchè anche a me avrebbe fatto molto piacere allattare la mia piccolina, e il latte della mamma è il più completo alimento esistente per i neonati. Ma nonostante tutte le prove e le ore con il tiralatte, niente. Latte artificiale.
Non importa, faccio quello che mi dice il mio istinto, perchè il mio cervello non è ancora in grado di ragionare e non lo sarà ancora per i giorni successivi.

Mi verrà detto in seguito che il troppo stress dovuto alle molte ore del travaglio/parto, la mia predisposizione all'ansia hanno sicuramente influenzato. Il mio fisico era troppo stanco e ha fatto una scelta.

Mi Presento

Ciao a tutti,
mi chiamo Sara e sono quello che si definisce una "neo-mamma" da circa 3 mesi. 
Sono un impiegata, anche se ora sono a casa in maternità, lavoro a Milano ma abito fuori, in campagna. Sono sposata dal 2016 ma convivo da un po' con Matteo.

Ho deciso di aprire questo blog un po' per sfogo, un po' per far capire a tutti come ci si sente a essere mamme oggi. E anche un po' per capire se tutto quello che sta capitando a me in questo momento è qualcosa di "normale" (tra virgolette perchè il normale non esiste).

Mi piace molto viaggiare, leggere un sacco di libri di ogni genere, scrivere e socializzare. Sono quella che si può definire come una ragazza moderna: mi sento molto autonoma, nonostante non rinuncerei mai alle persone che ho intorno, che mi amano e che mi aiutano sempre.

Ed è da qui che parte la mia storia.